La mappa del “dare-avere”: il residuo fiscale

La mancata attuazione del federalismo fiscale ha di fatto prodotto una situazione di stallo generalizzata dovuta all’incertezza di reperimento delle risorse delle Regioni. Secondariamente, il progressivo peggioramento dei conti pubblici nazionali ha indirizzato il Governo a rallentare le spinte centrifughe di Regioni ed Enti locali, anche attraverso l’imposizione di uno stringente Patto di stabilità interno.

Spending review: la soluzione dei “costi ottimali”

Negli ultimi mesi il tema della spending review ha costantemente occupato le prime pagine delle maggiori testate nazionali e caratterizzato l’agenda politica ed economica delle Istituzioni. L’obiettivo del processo di revisione della spesa consiste nell’individuazione di misure in grado di rendere più efficiente l’assetto e l’organizzazione della macchina amministrativa centrale e locale. Sul piano finanziario, tutto ciò dovrebbe tradursi in risparmio strutturale pari a 32 miliardi a partire dal 2016.

Il “rischio di evasione” nelle regioni europee

La lotta all’evasione fiscale è uno degli elementi che maggiormente hanno caratterizzato le recenti politiche di risanamento dei conti pubblici degli Stati europei, in particolare dell’Italia. La presenza di una spesa pubblica rigida e di un livello di pressione fiscale già elevato hanno contribuito inevitabilmente al potenziamento della lotta all’evasione e all’elusione fiscale.

Un “ammortizzatore sociale” tutto italiano

L’attività di ricerca dell’Osservatorio sul federalismo e la finanza pubblica si è da subito caratterizzata per l’obiettivo di individuare e di analizzare le grandi «ingiustizie istituzionali» che affliggono l’Italia, come l’eccessivo residuo fiscale, l’economia sommersa e la presenza delle Regioni a statuto speciale. Tale elenco può essere ulteriormente implementato se si presta attenzione all’elevata incidenza del personale pubblico in alcune aree del Paese, con particolare riferimento alle Regioni a statuto autonomo e ai territori del Mezzogiorno.

Dinamiche e tendenze delle spese regionali

La legge di Stabilità per il 2015 ha imposto alle Regioni un contributo finanziario di 4 miliardi di euro, di cui 3,5 miliardi in capo alle Regioni ordinarie e circa 500 milioni a carico delle Regioni a statuto speciale. I tagli giungono a valle di un quinquennio in cui le Regioni, così come gli altri livelli di governo locale, hanno subìto un ingente riduzione delle risorse, sia direttamente sia in forma “mascherata” come è stato l’aumento dell’aliquota base dell’addizionale Irpef disposto dal decreto Salva Italia. Di conseguenza, la spesa regionale negli ultimi anni ha fatto registrare un generale contenimento, anche se con spiccata variabilità tra un ente e un altro.