Il decentramento finanziario in alcuni Paesi europei

La Fondazione Rosselli ha pubblicato il Primo Rapporto sulla Finanza Pubblica, edito da Maggioli Editore, dal titolo “Finanza pubblica e federalismo. Strumenti finanziari innovativi: autonomia e sostenibilità”. Il volume, curato dal prof. Marco Nicolai, raccoglie contributi provenienti dal mondo accademico e delle istituzioni, tra cui Unioncamere del Veneto, che ha curato, in collaborazione con Centro Studi Sintesi, un saggio dedicato al decentramento finanziario in alcuni Paesi europei. Il saggio, dal titolo “Il decentramento finanziario in alcuni Paesi europei” contiene un’analisi della ripartizione delle entrate e delle spese pubbliche per livello di governo in quattro Paesi “federali” (Austria, Belgio, Germania e Spagna) e in quattro Paesi “non federali” (Francia, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito). L’Italia si configura attualmente come un Paese decentrato, quanto meno sotto il profilo della spesa: infatti, Regioni ed enti locali hanno competenza su un terzo della spesa pubblica primaria. La tendenza al decentramento è un fenomeno riscontrabile non solo in Italia ma anche in altri Paesi europei, in particolare in Francia ed in misura più significativa in Spagna. Per quanto riguarda le entrate, invece, le Amministrazioni locali sono in buona parte dipendenti da risorse provenienti dallo Stato: a tale proposito, l’obiettivo della riforma federale va nella direzione di garantire maggiore autonomia fiscale a Regioni ed enti locali, in modo tale da finanziarie con risorse proprie le spese relative alle funzioni assegnate.